Pan Tramvai
Pan Tramvai

Pan Tramvai

Pane e Tramvai

Nel secolo scorso il panettone faceva la sua apparizione solamente a Natale e nelle case di pochissimi benestanti, per non dire ricchi.
Il panettone a Busto Arsizio non era venduto, ma distribuito come strenna natalizia dai fornai ai loro abituali clienti consumatori di pane "bianco" (a quel tempo la gente comune mangiava solo pane nero), mentre nelle famiglie povere era sostituito con il pan tramvai, per il quale i bambini andavano matti.

Il vero pan tramvai era a forma di bastone lungo circa quaranta centimetri, fatto con fior di farina di frumento impastato con uva di prima scelta proveniente da Pantelleria, zibibbo, acqua, sale marino e malto.
Il segreto della bontà di questo pane era legato al fatto di essere a larga spugna, ben cotto, croccante ed elastico allo stesso tempo.

Per sapere come mai il pane con lo zibibbo prese il nome di "pan tramvai”, bisogna tornare con la memoria all’epoca in cui il tram a vapore sostituì quello a cavalli.
Bisogna sapere che la velocità massima di questo tram era limitata a 15 Km orari quando viaggiava lontano dall'abitato (per evitare di spaventare gli animali che si trovavano al lavoro nelle campagne) e a passo d'uomo, preceduto da un trombettiere che ne annunciava il transito, quando attraversava i centri abitati.
Con questa velocità il tramvai, che partiva da Busto Arsizio in piazza Garibaldi alle cinque del mattino, arrivava a Milano alla stazione Porta Tenaglia intorno alle dieci. Solitamente i bambini e le donne, dopo qualche ora di viaggio, avvertivano gli stimoli dell'appetito, quindi, il pane con lo zibibbo, comprato direttamente presso la biglietteria della stazione, era mangiato a colazione come un insieme di pane e pietanza mentre si viaggiava a bordo del tramvai.